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Che botte ragazzi (Il ritorno di Shanghai Joe) (1975)
Regia
Bitto (Adalberto) Albertini
Trama
Che botte ragazzi! ovvero Il ritorno di Shanghai Joe (1975) vede nuovamente sugli schermi il cinese approdato in America interpretato da Cheen Lie, evidente nickname che rispecchierebbe il Chen Lee del primo capitolo. Ad affiancare il protagonista vi è Tommy Polgar, farlocco Bud Spencer, che in questo “spaghetti kung-fu western” interpreta un ciarlatano venditore di falsi medicinali e rabdomante. Il nostro scopre il petrolio in un poverissimo villaggio il cui problema è l’acqua (quella che Polgar doveva cercare…), e per ciò desta interesse sul ricco squalo senza morale Pat Barnes (Klaus Kinski quello originale… almeno questo…) che vuole impossessarsi del villaggio come ha già fatto con tutte le terre nei dintorni diventando il padrone “di tutto”. Arriva però in paese un nuovo giudice, non pavido come il precedente, zerbino di Barnes, e comincia ad interessarsi alle malefatte di quest’ultimo, aiutato dal duo Lie-Polgar che alla fine sgomineranno la banda di Kinski. La trama è piuttosto complicata e come sempre Albertini va a prendere spunti dal western classico (il ricco che domina sulla città con metodi discutibili è un topoi), dal tortilla western (il messicano Pedro Gomes, bandito-ribelle), dal fagioli western (i due scimmiottano la coppia dei Trinità, Hill-Spencer), dai film di arti marziali (Shanghai Joe che insegna al personaggio di Tommy Polgar il kung-fu), inserendo anche (non sfruttata) la presenza del personaggio della figlia del giudice (Karin Field). Trama articolata ma alla fine l’interesse “commerciale” di Albertini è uno solo quello delle tante scazzottate, qui nelle due versioni kung-fu con salti e calci connessi e quella tutta pugni e forza bruta con annessa distruzione di tavoli e sedie. Che dire, pochi soldi, poche idee e patchwork da saldo al mercato. Kinski dà la solita qualità e alla fine un minimo di divertimento c’è anche. (voto 5) Naturalmente niente product placement.
Stefano Barbacini
Trama a cura della redazione di
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