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Cast
  • Veneta Fragnova
  • Meinhard Neumann
Produzione
  • Arte

Western (2017)

Regia

Valeska Grisebach

Trama

Valeska Grisebach nel 2017 sorprese con un interessante film che sia dal titolo Western, che da dichiarazioni della regista, richiama esplicitamente il cinema di genere con radici americane. “Sono partita dalla mia fascinazione per i western: gli eroi maschili con i loro volti impassibili; i comportamenti di questi eroi: sono degli emarginati socievoli o degli asociali? I temi trattati dai western sono allo stesso tempo conservatori e moderni: secondo quali regole una società o un gruppo si forma?” Ma non aspettatevi sparatorie o fughe a cavallo (in realtà c’è un cavallo ma più che al trotto non va), qui si tratta di un film calmo, che costruisce quel che vuol mostrare piano piano, a piccoli pezzi e con legami che si creano tra diffidenza, empatia sospettosa e impossibilità di integrazione totale. Un gruppo di operai tedeschi, inviati in Bulgaria per costruire un impianto idroelettrico, si ritrova letteralmente accampato vicino ad un villaggio di indigeni con tanto di bandiera tedesca tipo quelle che sventolano sui fortini. I rapporti con i bulgari sono tesi per problemi di proprietà dell’acqua da spartirsi. Meinhard, uno dei tedeschi che resta però appartato dal gruppo, incarna l’eroe alla Clint Eastwood (o meglio alla James Stewart dato che la Grisebach dice di riferirsi principalmente a Winchester ’73 di Anthony Mann) che si avvicina alla “tribù” locale a cavallo (un cavallo bianco lasciato libero dal proprietario) e cerca di avere un rapporto con loro, rapporto decisamente difficile dato che parlano due lingue differenti. In realtà Meinhard è un eroe un po’ “farlocco” dato che millanta di essere stato un legionario e un soldato e non è vero… Piano piano riesce ad ottenere alcuni contatti, con il proprietario del cavallo, ad esempio, e con una donna che è un po’ più aperta degli altri avendo viaggiato… Il film avanza senza avvenimenti cruciali ma solo accenni di piccoli scontri (uno screzio tra il capo dei tedeschi, il cattivo del film, con una ragazza; un pugno dato da un bulgaro a Meinhard perché non accetta di aver perso a poker, un altro topos del cinema western; un momento di tensione tra l’amico bulgaro e una “banda di fuorilegge” con Meinhard che imbraccia un fucile; la morte del cavallo) ma la tensione è evidente per tutto il film che volutamente la Grisebach non vuol far esplodere per lasciare aperta la porta dell’interpretazione verso il meglio (il ballo finale di Meinhard, il rapporto sentimentale con la ragazza e la sua voglia di restare al villaggio) o verso il peggio (la gelosia del capo dei tedeschi che vorrebbe la ragazza per sé e l’invidia verso Meinhard che potrebbe portare a qualcosa di violento…). Le dichiarazioni della Grisebach sono prese dall’intervista a lei fatta da Jean-Philippe Tessè e Cyril Beghin e trascritta sui Cahiers du cinema del novembre 2017. (voto 7) Molta è la birra Kamenitza bevuta dai locali che non disdegnano neppure la Coca Cola. Una ruspa Hyundai e marche di abbigliamento come l’immancabile Adidas e la meno pubblicizzata Robe di Kappa nel product placement del film.

Trama a cura della redazione di

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