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Cast
  • Genevieve Audry
  • Gordon Mitchell
  • Ettore Ribotta
  • Mirella Rossi
Produzione
  • San Giorgio Cinematografica

La pelle sotto gli artigli (1975)

Regia

Alessandro Santini

Trama

Alessandro Santini fu regista di quattro film negli anni ’70 tutti misconosciuti che furono un insuccesso distributivo e massacrati da qualsiasi tipo di critica. Il più “Stracult” da lui diretto fu La pelle sotto gli artigli (1975), film invisibile fino a pochi anni fa ed ora facilmente rintracciabile su Youtube. E’ una roba di difficile classificazione se non come z-movie… una miscela di poliziesco, serial killer e… Frankenstein! Alcune donne vengono ritrovate morte e un commissario si trova in difficoltà davanti alle analisi scientifiche dei corpi: sembra che siano state stuprate e uccise da un cadavere in decomposizione! Teoricamente la suspence su chi è l’assassino dovrebbe durare fino agli ultimi minuti di film con l’uomo che agisce con cappello nero e passamontagna e quando richiede una prostituta in casa ne vediamo solo le mani. Peccato che nonostante ciò l’attore sia riconoscibilissimo fin dalle prime immagini… Gordon Mitchell interpreta un mad doctor con ghigno ridicolo, un altro di quegli scienziati che si sono messi in testa di sconfiggere la morte e far resuscitare le persone. Vi sono parecchie nudità e qualche budella che fuoriesce dalle pance di giovani ragazze e personaggi assurdi come un pittore che dipinge paesaggi facendosi però ispirare da donne nude sdraiate su un divano… Probabilmente nei ricordi di Gordon Mitchell c’è qualche falla perché sull’intervista a Nocturno (n. 85 di Settembre 2009) dichiara: “Questo è un altro film di Frankenstein, ancora non esce fuori. E’ molto bravo lui. E’ un film molto avanti”. Mah… La protagonista femminile è Geneviève Audry, attrice di una manciata di film di genere italiani tra il 1959 e il 1977, che qui interpreta una dottoressa poi vittima di Mitchell. Al riguardo l’attore racconta un curioso aneddoto in un’intervista rilasciata alla mitica Video WatchdoG (n. 48): “Io cerco di uccidere l’eroina colpendola con una roccia, ma una macchina della polizia arriva giusto in tempo, e mi sparano. Lo stuntman sbagliò la manovra e l’attrice fu investita dalla macchina! Ho cercato di tirarla via dalla strada ma era troppo tardi. Passò molti mesi in un ospedale, così fu usata una controfigura per alcune scene dove doveva esserci lei”. (voto 5) Una Porsche che si aggira per il film è l’unico product placement visibile della pellicola.

STEFANO BARBACINI
 

Trama a cura della redazione di

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