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Cast
  • Ariane Labed
  • Melvil Poupaud
Produzione
  • Why Not Productions

Fidelio, l'odyssee d'Alice (2014)

Regia

Lucie Borleteau

Trama

Tra il 2014 e il 2016 sono stati girati due film da registe con la stessa protagonista, Ariane Labid (attrice greca diventata famosa internazionalmente con i successi Alps di Lanthimos e Attenberg e poi adottata dal cinema francese prima di approdare anche a Hollywood con le partecipazioni ad Assassin’s creed e, soprattutto, The Brutalist) ed entrambi sono incentrati su donne che agiscono in ambienti maschili (e maschilisti). Avevo già visto il buon film delle sorelle Coulin, Voir du pays (2016), al Bergamo film meeting 2017 e vincitore della sezione Un certain regard del festival di Cannes, in cui la Labed insieme ad una compagna d’armi si trovava militare di ritorno dall’Afghanistan, ora ho recuperato anche il precedente Fidelio, l’odyssèe d’Alice (2014) di Lucie Borleteau dove invece è un ingegnere meccanico che lavora sulle navi commerciali, in particolare sulla Fidelio, appunto. E’ praticamente l’unica donna tra marinai uomini. E’ innamorata di un ragazzo norvegese che lascia spesso a casa solo per imbarcarsi e sulla Fidelio incontra il capitano (Melvin Poupaud, anche qui!), suo vecchio amante che le riaccende la fiamma e finirà a letto con lui. Ma questo triangolo amoroso è solo l’ossatura della trama, la regista e le sceneggiatrici vogliono invece mostrare come una donna che cerca (e ha tutto il diritto) di comportarsi come un uomo, quindi partecipare alla vita, anche sessualmente, libera dei maschi, non abbia vita così facile e non venga giudicata al riguardo come lo sarebbe invece un uomo (probabilmente anche da più di uno spettatore di quest’opera). Il film è a tratti spudorato (Ariane Labid non si è mai fatta molti problemi in tutti i film che a girato dal punto di vista di esibizione sessuale) con scene di sesso anche forti e linguaggio volgare (come quello di un marinaio può essere), ma allo stesso tempo sottile per la disanima tutt’altro che banale dei sentimenti e degli istinti umani riguardo principalmente la vita sessuale. “Che le registe abbraccino la messa in primo piano delle realtà di genere – ancora perduranti – o giochino con l’inversione degli status sociali dettata da abitudini patriarcali – ancora dominanti – tutte condividono un desiderio universale di emancipazione. La decostruzione degli stereotipi sessisti sta emergendo come un cambiamento fondamentale.” Dominique Martinez, Elles savent d’où elles viennent et où elles vont, su Positif n. 751. Un film erotico come solo le donne registe ormai sanno fare, senza peli sulla lingua ma anche senza esibizionismo fine a sé stesso.  (voto 6,5) Nel film si intravvedono delle Marlboro ma il product placement del prodotto sigarette sembra riguardare più le L&B decisamente più in evidenza, come in evidenza è la marca di surgelati Relais d’Or e una gru Terex. Infine vi è un aneddoto su Johnny Walker e Jack Daniels (in pratica due falsi marinai che si sono imbarcati dando quei nomi).

STEFANO BARBACINI

Trama a cura della redazione di

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