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Cast
- Alyona Mikhaylova
- Natalya Pavlenkova
Produzione
Zhena Chaikovskogo (La moglie di Tchaikovsky) (2017)
Regia
Kirill Serebrennikov
Trama
Problema, il non saper andare oltre un’illustrazione letteraria, che in parte ha anche La moglie di Tchaikovsky (2022) di Kirill Serebrennikov e questo è più sorprendente perché il regista russo ci ha abituato a non trattenersi nelle sue opere e ad interessarsi ad argomenti forti. Serebrennikov racconta la triste storia di Antonina Miliukova sposata con il grande compositore per convenienza (per lui), ovvero per mascherarne l’omosessualità e anche per la dote di lei. Lei però lo ama follemente ed è disposta a seguirlo ovunque e ad umiliarsi davanti a tutti per lui. Si capisce bene che una storia così poteva esser materiale per qualcosa di passionale e folle, una versione aggiornata di Adele H, ma in gran parte si sente una certa calligrafia nel racconto che schizza via solo nei momenti in cui la protagonista cerca soddisfazione temporanea nel sesso. Come se la vita comune col marito sia uno sceneggiato mentre la sregolatezza dell’amore diventi cinema. Se la leggiamo così ci può anche stare. Preferiamo decisamente L’altra faccia dell’amore (1970) di Ken Rusell che fa della stessa storia qualcosa di visionario. (voto 6-) Film in costume senza product placement
Trama a cura della redazione di
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