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Cast
- Tonio Arango
- Hannelore Elsner
Produzione
-
ZDF - ZWEITES DEUTSCHES FERNSEHEN
Die Unberuhrbare (Hanna Flanders) (2000)
Regia
Oskar Roehler
Trama
Oskar Roehler è un regista tedesco poco conosciuto in Italia dove un solo suo film è stato edito: il coraggioso tentativo (abbastanza riuscito) di trasporre in film un romanzo dell’abrasivo scrittore francese Michel Houellebecq. Invece è portato in evidenza in Francia, particolarmente su Arté che è il canale tv che da anni mette in scaletta film d’autore di qualità sia francesi che internazionali. Proprio da una vecchia (purtroppo bruttissima) registrazione dal canale francese in una vhs che ormai ha più di vent’anni (il film è del 2000) mi sono ritrovato a guardare il suo film Hanna Flanders che vede la protagonista, una non più giovane scrittrice tedesca, restare atterrita dalla caduta del muro di Berlino perché di fede leninista, insomma una di quelle che ci credeva nel comunismo… Decide di recarsi a Berlino per vedere la situazione e nel frattempo fa incontri più o meno strani, più o meno famigliari. Ha una vita sregolata da sempre, indossa una vistosa parrucca, abiti eccentrici, fuma e beve incessantemente. La sua psiche sta andando in pezzi, la motivazione politica probabilmente è solo la classica goccia… In realtà ha rotto con tutti i famigliari, con il figlio ormai sposato, con i genitori (i contrasti con la madre sono evidenti), con l’ex-marito (con cui ha un contatto emozionante quanto disperato) ed è sola e incapace di rassegnarsi alla vecchiaia, tanto sola da pagarsi un gigolò. Finirà ai limiti del breakdown per suicidarsi. Il film, premiato ma anche accusato di essere troppo arty e ripiegantesi su sé stesso (critiche e lodi che ci stanno entrambe), comunica un senso di vuoto e disperazione toccante in un bianco e nero molto bello con un’interprete che sembra condividere i rovelli psichici della protagonista (Hannelore Elsner). Poi leggo che la storia è quella degli ultimi giorni della madre del regista stesso e questo dà una valenza differente a quello che ho visto. Non che la qualità di un film si misuri da quanto di autobiografico ci sia ma il modo di girare ne viene sicuramente influenzato e certi passaggi assumono emozione diversa sapendo il coinvolgimento dell’artista. (voto 6,5) Nel film troviamo un buon product placement che prevede Coca Cola, Hotel Excelsior, Dunlop, Lowenbrau e Grundig.
Trama a cura della redazione di
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