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Cast
- Akira Fujiwara
- Michiko Hida
- Sion Sono
Produzione
Otoko no hanamichi (A man’s flower road) (1987)
Regia
Sion Sono
Trama
Vado alla ricerca dei film meno noti di Sion Sono, film sperimentali, film tratti da manga, film inclassificabili, soprattutto alcuni dei suoi primi fino a qualche anno fa visibili solo acquistando un cofanetto piuttosto costoso e di difficile reperimento. Ora si possono vedere quasi tutti in modo libero (con sottotitoli in inglese) sul web. L’esordio dell’inusuale regista giapponese è del 1987 e porta il titolo internazionale A man’s flower road. Evidentemente girato con pochi soldi, autobiografico e omaggio agli Home Movies (vi è anche una scena in cui gira davanti ad un grosso pannello con riportato proprio Home movie). Gli attori sono principalmente i componenti della sua famiglia (madre, padre e sorella) e il protagonista l’alter-ego del regista. Ma il film non narra eventi, che vengono in qualche modo dedotti (un ragazzo che si trova frustrato ad abitare in periferia con i suoi vuole fuggire verso la città e l’Università dove comunque non trova il proprio posto), è una sperimentazione fatta di performance ai confini dell’assurdo. La prima parte è tutto un movimento di macchina che segue il protagonista che corre, fugge, finisce in un canale con uomini vestiti da Kappa (spiriti dell’acqua), defeca nudo a bordo strada, viene picchiato da altri giovani e segue studentesse in manifestazione. Un agitare di camera che diventa talmente frenetico da rendere le immagini al limite dell’inintelligibile. Lo stesso regista dirà poi, in interviste successive, che ha voluto esprimere il suo animo hard core punk del periodo. Vi è poi un intermezzo di vita di famiglia rappresentato con immagini scure, illuminate solo da candele fioche. Immagini molto belle per come rappresentano la fisicità delle ambientazioni, sporche e spoglie, ma che sembrano voler celare alla vista quello che vi accade. Sembra che Sono voglia esplorare l’invisibile fisico per mettere in primo piano il piano emozionale. L’ultima parte è quella più apparentabile alla performance con sequenze del protagonista che ricomincia a correre avvolgendo tutto quello che incontra in un lunghissimo filo a cui poi dà fuoco, alternate ad alcune in cui il nostro traccia una linea di gesso partendo da un campo sportivo per poi imbrattare strade e altri luoghi con la riga non proprio dritta. Finale metaforico e da arte concettuale. Un film che potrebbe irritare uno spettatore che vuol vedere un film con una storia, seppur di quelle anticonvenzionali a cui ci abituerà in futuro Sono, ma con molta roba dentro per i pochi mezzi utilizzati (voto 6) Una sequenza con molta birra Asahi in mostra non significa che sia reale product placement.
Trama a cura della redazione di
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