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Cast
  • Sofia Boutella
  • Nicolas Cage
  • Lorena Koto
Produzione
  • XYZ Films

Prisoners of the Ghostland (2020)

Regia

Sion Sono

Trama

L’ultimo, ad oggi, film di Sion Sono è uno dei più assurdi per concezione, produzione e realizzazione. Prisoners of the Ghostland presenta un cast misto occidentale-giapponese tra cui ha ruolo di star il re del cinema truzzo dell’ultimo Millennio, Nicolas Cage. Il film è ambientato in un mondo futuristico diviso in due luoghi, la città dei samurai in cui comanda il Governatore Bill Moseley e in cui convivono il western americano e il chambara giapponese, e la Ghostland del titolo in cui troviamo un ambiente postatomico alla Mad Max for dummies. Cage è carcerato per aver svaligiato una banca (in una sequenza iniziale di gusto pop molto “à la Sono” in cui i clienti della banca hanno vestiti degli stessi colori pastello delle caramelle di un distributore da cui un bimbo le ha prelevate) e viene ingaggiato dal Governatore per andare a recuperare una sua “nipotina” (la franco-algerina Sofia Boutella) finita dispersa nella Ghostland. Cage è costretto da una tuta che gli viene messa addosso piena di congegni esplosivi ad eseguire gli ordini e a non far del male alla donna che deve liberare, rigorosamente entro tre giorni, se non vuole saltare per aria. Giunto sul posto troverà strani manichini-prigione, adepti a sette fuori di testa e un gruppo di semi-zombi radioattivi che lo obbligheranno a combattere contro loro e contro il proprio passato… Visivamente il film è un patchwork di cinema di serie B e compendi di cinema classico, Mario Bava viene miscelato con Toxic Avenger, il cinema di samurai di Kurosawa rivisitato da Miike con una visione del western psichedelica e il kitsch aleggia ovunque. Massacrato dagli utenti di Imdb e pure dalla critica generalista: non capisco come una tale demenziale stronzata (nel senso positivo di divertimento di grana grossa) non sia riuscita a piacere (quando poi vedo dei 6 a commedie insulse italiane sullo stesso sito); mi viene il dubbio che si stia perdendo il gusto del divertimento cinematografico di una volta, che ci si fermi alla convenzione e tutto quello che ne esce (seppur, ripeto di insensatezza voluta) venga stigmatizzato, che si valuti tutto il cinema solo dal punto di vista della seriosità contenutistica. Peccato. (voto 6,5) Toyota unico product placement visibile.

STEFANO BARBACINI

Trama a cura della redazione di

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