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Cast
  • Evgeniya Konushkina
  • Elena Lyadova
  • Nadezhda Markina
Produzione
  • Non-Stop Productions

Elena (2011)

Regia

Andrey Zvyagintsev

Trama

Il regista russo Andrey Zvyagintsev, tra gli autori di quella nazione che si sono messi in luce internazionalmente, si differenzia un po’ dalla poetica dei grandi autori russi. La lentezza delle lunghe inquadrature in piano sequenza sono sostituite da leggeri movimenti di macchina che inquadrano i personaggi in mezzo ad architetture geometriche. Un modo di rendere freddo e asettico il racconto alla maniera dei nuovi autori nordici. Il suo ultimo Loveless (2017) mi era piaciuto notevolmente come pure il suo esordio Il ritorno (2003). In mezzo tre lungometraggi tra cui Elena (2011) che ho appena recuperato. La storia è quella di una coppia anziana in pensione, formata da un ricchissimo uomo d’affari e da un’ex infermiera (i due si sono conosciuti dieci anni prima in ospedale). Entrambi hanno avuto altri partner in precedenza ed hanno due figli, una donna lui, un uomo lei. Il figlio di Elena, la lei della coppia, è un nullafacente maschilista che sta crescendo un figlio altrettanto fannullone e anche mezzo delinquentello, oltre a continuare a sfornare figli che non può mantenere. La madre diventa così una mucca da mungere, sfruttando anche il nuovo compagno ricco, per sopravvivere nella sua inetta pigrizia. Fino a che il compagno di Elena non si stanca di elargire soldi a due persone considerate inutili e rifiuta alla moglie di darle i soldi per evitare che il nipote vada sotto le armi e in guerra. Il racconto avanza in modo calmo mettendo in mostra, piano piano, ciò che si cela sotto la patina di ordinarietà dei gesti e degli avvenimenti: differenze sociali e sentimentali che stridono (la figlia di lui non è meno fancazzista dei parenti di Elena ma viene trattata con indulgenza maggiore), l’amore cieco di una madre che porta a comportamenti estremi, il nepotismo come grande male che porta per il voler bene a far male. Secco, tagliente, pessimista sull’animo umano. Una versione sintetica e glaciale di Parasite(voto 6/7) Si fuma Marlboro, il ricco usa un’Audi e ingolla Viagra, t-shirt dei giovani sono Adidas e Reebok. Questo il product placement del film.

Trama a cura della redazione di

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