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Cast
  • Gary Cole
  • David Duchovny
  • Christine Evangelista
  • Amber Heard
  • Demi Moore
Produzione
  • Echo Lake Entertainment

The Joneses (2009)

Regia

Derrick Borte

Trama

Un'era geologica fa quando, mentre sgattaiolavo tra un dinosauro e l'altro, stavo organizzando la mia tesi di laurea "A Sud di Band-Aid - Il product placement nella comunicazione aziendale" che non pochi cambiamenti portò nel cinema e nella televisione europea dal 2004 in poi, mi ero divertito, un po' alla Mark Cousin, a ricostruire la storia del product placement seguendo tutta la sua evoluzione proprio come avrebbe fatto il regista/documentarista con la storia del cinema definendola un'Odissea.

Quindi partendo proprio dall'Ulisse di Joyce e il caso Guinnes nel capitolo 5, quello sulla religione (anche se con l'arte partivo da prima con Benedetto Gozzoli), arrivavo al Bioscopio (e il dado Liebig) dei fratelli Skladanowsky, alle officine Lumiere, alla Coca-Cola di Charlot dentista (1914) e quella nel salon di The Texas Steak (1926), al Jack Daniel's del Romanzo di Mildred, alle Bell Potato di Marylin in Quando la moglie è in vacanza, dal Maggiolino tutto matto a James Cagney direttore della filiale della Coca-Cola a Berlino ovest in 1,2,3, al Martini e all'Aston Martin di James Bond, all'Hilton sulla stazione orbitante di 2001, alla Duetto de Il laureato, ai posizionamenti "originali" della Coca-Cola in Gola profonda, L'esorcista, Venerdi 13 e Blade Runner e quelli della Pepsi in Supervixens, Cercasi Susan disperatament, Ritorno al futuro e Frankenhooker e così via con le camicie Armani di Richard Gere, le Camel di Leonard Zelig, le Reese's Piece di ET e il McDonald's de Il quinto elemento. Sembrava che il massimo fosse arrivato con gli Oackley di Ethan Hunt, la Guinnes di John Anderton, lo Starbucks di Fight Club e dai prodotti di Sbucato dal passato ma il meglio doveva ancora venire. (per chi fosse interessato all'intera storia ne trova una parte in La storia su Dy's Chronicles)

Con l'arrivo del 2000 arrivarono tre casi stratosferici: Cast Away, What Women What (quasi plagiato anche ad Hong Kong con la Brassiere, in pratica Wonder-Bra Vs. Triumph) e David Duchovny.

Partito nel 1988 con Una donna in carriera film nel quale le marche non mancavano nel tentativo della protagonista di sostituirsi al suo capo, prosegue poi in vari film e serie tv cult come in Twin Peaks dove interpreta l'agente della DEA Denise e in Kalifornia dove tutto incomincia dopo che è andato a comprare la vodka Absolut, per poi diventare famoso come l'agente Fox Molder del dipartimento X-Files dell'FBI dove però avrà poco a che fare con il product placement.

Ma ecco arrivare il 2001 con Zoolander dove le marche te le tiravano dietro ed Evolution dove gli alienti venivano distrutti con lo shampo Head & Shoulder con tanto di pubblicità prima dei titoli di coda. Nel 2007 altra serie supercult e superbrand: Califormication.

E mentre interpretava il grande scrittore erotomane perennemente in lotta con se stesso (2007-2014) eccolo arrivare nei panni del bravo padre di famiglia e uomo di successo, Steve Jones.

Il problema è che lui non si chiama Steve Jones, così come sua moglie Kate (Demi Moore) non si chiama Kate, sua figlia Jenn (Amber Heard) non si chiama Jenn e suo figlio Mick (Benjamin Hollingsworth) non si chiama Mick. Anzi non sono nemmeno parenti: non sa che Mick è gay, che la figlia se lo vorrebbe scopare e, per sapere il nome della moglie, che non si saprà mai, dovrà prima avere crediti per comprare una vocale come ne La ruota della fortuna (battuta scomparsa nella traduzione italiana).

Chi sono allora? 

Semplice degli antesignani degli influencer (anche se all'uscita del film Facebook aveva già 4 anni e i cellulari ultimo modello htc mostrati non sono ancora in grado di gestire i social network. Iphone ha solo 1 anno e poi non è lui lo sponsor), fingono di essere una famiglia felice alla moda che si insinua in una comunità benestante per piazzare sublinimalmente il loro stile di vita e i prodotti dei loro sponsor.

Ed eccoli così arrivare, dopo che sono passati gli operai dalla A.C. White di Atlanta ad arredare la loro casa con i mobili di lusso della Ethan Allen (Danbury, Connecticut), fare amicizia con i vicini offrendo la Stella Artois "talmente buona che non riesco a bere altro", far giocare i nuovi amici a Call of Duty, offrire Cordon Rouge alle amiche e farle andare in bagno dove le aspetta il Toto Neorsest 700H "Toto il water che arriva da Tokyo", giocare a golf con magliette Lacoste, Puma o Under Armour e mazze da golf Mizuno "Avete provato le mazze MP-52 perfettamente bilanciate". In pratica come i prodotti pubblicizzati nel Truman Show ma con gli spettatori a portata di mano.

Tutto dovrebbe andare alla perfezione ma per alcuni disguidi che non vi sto a spiegare (sono l'unica cosa che fa andare avanti un film altrimenti ripetitivo) l'idilio si rompe e bisognerà correre ai ripari.

Solo per completezza l'elenco delle marche da vendere prosegue con Audi sempre con gli ultimi modelli si parte da Q5 per arrivare ad R8 passando per S4, Bissell (aspirapolvere), Bushnell (telescopio), Cafe Bustelo, Cuisinart, Dell, Fekkai (prodotti capelli), Full Swing Simulator (golf da salotto), KitchenAid, Krups, MBT (scarpe conosciute anche come Swiss Masai), Mountain Valley Spring Water, Polaroid, POM Wonderful (succo di melograno), Ray-ban, Sebastien Professional (cosmetici), Sunbelt (cereali), Van Cleef & Arpels (gioielli), Victoria's Secret, Villeroy & Bock (piatti di lusso, Metlach), Yves Saint Laurent

In più compaiono anche un Wayne, una Volvo 240, una Lincoln Town, un Club Cab e si cita Vogue

E se dopo questo articolo vi venisse voglia di recuperarlo sappiate che i rossetti pubblicizzati da Jenn e lo skateboard di Nick non hanno corrispondenze (capita che non si riescano a trovare tutti gli sponsor necessari) e che lo Chef stellato Robeat che fa i suoi piatti anche surgelati e il sushi Wataru (anch'esso surgelato) non esistono. Neanche i prodotti di bellezza scamuzzi Robustion, ma questi li tenta di vendere la vicina

Voto 7,5 ma solo per il discorso del product placement.  

Gerardo Corti

 

Trama a cura della redazione di

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