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Cast
  • Giuseppe Addobbati
  • Carla Cavalli
  • Marco Mariani
Produzione
  • Nord Industrial Film di Ferdinando Anselmetti

Il mostro dell’opera (1964)

Regia

Renato Polselli

Trama

Nella filmografia di Polselli Il mostro dell’opera è posizionato dopo Avventura al motel, in realtà è un film gemello a L’amante del vampiro, girato nel 1961 e distribuito solo nel 1964. “Qualche critico pensa che io abbia lavorato tre anni su questo film, in realtà ho avuto grossi problemi con la distribuzione ed uscì tre anni dopo che fu finito. E’ un film che contiene considerevoli innovazioni tecniche con la cinepresa.” (*). Anche qui protagonista è una compagnia di ballerine (non le stesse attrici dell’altro però) che decide di occupare un teatro da anni dismesso per le prove di un nuovo spettacolo. Non sanno però che all’interno di questo vive un vampiro con un servo, entrambi pluricentenari e, naturalmente, le ballerine diventano prede di Stefano (così si chiama il vecchio dai canini aguzzi, un “nosferatu” italico…), in particolare la star Giulia (Barbara Hawards, ballerina di professione e attrice attraente e di notevole appeal mai più usata dal cinema) reincarnazione della donna amata in passato dall’uomo. La trama a cui ha contribuito un Ernesto Gastaldi alle prime armi pilucca un po’ da Dracula, un po’ dal cinema delle old dark houses, ma anche dai gotici romantici e, come indica il titolo, da Il fantasma dell’opera creando un notevole pasticcio considerando che ben più di metà film è un insieme di numeri di comicità e balletti, insomma ancora il buon vecchio varietà italiano, non certo memorabili e che poco hanno a che fare con il gotico all’italiana. E’ vero che Polselli ha felici intuizioni di regia soprattutto nella sequenza iniziale girata dietro le quinte del teatro e in altre tra cui ricordo quella del balletto-sabba che si scatena alla presenza del “mostro”, e quelle girate nei sotterranei in cui si trovano alcune vampirizzate discinte e incatenate con un fumo/nebbia che ammanta le azioni del vampiro, sempre in bilico però, tra suggestione e cadute nel ridicolo. Vi sono anche alcune scene che accennano al lesbismo ed un erotismo di fondo tipico del regista prima di diventare esplicito nei primi anni Settanta della sua carriera. Tra le attrici vi è anche Milena Vukotic, che iniziò proprio come ballerina, che è l’unica che avrà un futuro radioso nel cinema. Il Giusti che lo definisce un film e un cast di serie Z, riporta da Italian Horror Films of the 1960s il commento “Un thriller fantastico molto debole, che soffre della regia senza immaginazione di Polselli”. Che sia un filmetto di non gran valore ci può stare ma che la regia sia senza immaginazione è decisamente opinabile (voto 5+)

Trama a cura della redazione di

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