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Cast
- Victoria Cartagena
- Adam Driver
- Alba Rohrwacher
Produzione
Hungry Hearts (2014)
Regia
Saverio Costanzo
Trama
La capacità di Saverio Costanzo è quella di riuscire, con un’ottima padronanza del linguaggio cinematografico e intuizioni non ovvie, a trasformare il letterario in cinema, l’ordinario in articolato, il leggero in intenso. E’ successo con La solitudine dei numeri primi e così anche con Hungry hearts (2014) (e si replicherà anche con la serie televisiva L’amica geniale, per questo vedere la differenza dalle stagioni dirette da lui e le altre). Qui la storia di un rapporto sentimentale che nasce in toni di commedia tra il newyorchese Jude (Adam Driver) e l’italiana Mina (Alba Rohrwacher) si guasta quando nasce un figlio tra i due. Lei oltranzista salutista e vegana, nonché ossessionata dall’inquinamento esterno che a suo parere avvelena il piccolo, rifiuta dottori, medicine e cibi non naturali e si comporta in modo da mettere seriamente in pericolo la vita del bambino. Il padre preoccupato sia per la deriva psicologica della moglie, sia per la mancata crescita con rischio di malattie serie del bambino, decide di “rapire” il piccolo per portarlo a casa della madre scatenando un finale quasi horror. Quello che eleva dallo standard di una storia alla fine piuttosto lineare nell’esporre una problematica, è proprio la regia che riesce sempre a dare intensità con le inquadrature arrivando ad oltrepassare le buone regole della tecnica inquadrando la famiglia nella casa, nel momento del massimo smarrimento dei due giovani coniugi, con grandangoli deformanti. Insomma un regista che riesce a rendere cinematografico anche quello che rischia di essere televisivo e meramente narrativo. Plauso ad una Rohrwacher che non interpreta, è! (voto 6,5) Scarno il product placement per cui possiamo segnalare un pc Apple e i Raisin Bran della Kellogg’s.
Trama a cura della redazione di
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