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Cast
- Dina Galli
- Giuseppe Porelli
- Nando Tamberlani
Produzione
-
Industrie Cinematografiche Artistiche Romane (I.C.A.R.)
Felicita Colombo (1937)
Regia
Mario Mattoli
Trama
Fin dalle parole di Mario Mattoli raccolte ne L’avventurosa storia del cinema italiano 1, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Cineteca di Bologna capiamo che tipo di film è il da poco rimesso in circolazione (grazie a Raiplay, cosa non ancora avvenuta per il “seguito” Nonna Felicita) Felicita Colombo (1937): “Con i grandi attori dell’epoca il regista era superfluo, si trattava di persone che entravano da sé nel personaggio, ne intuivano ogni sfumatura. Quando girai Felicita Colombo e Nonna Felicita con Dina Galli che li dava a teatro, io non dovetti insegnarle nulla: nel fare cinema lei fu formidabile quanto lo era sulla scena.” Mattoli è uno di quei registi che si è sempre nascosto dietro la macchina da presa lasciando gli interpreti a fare il film (succederà poi con i tanti Totò da lui diretti), uno di quegli artisti che sapevano andare incontro al gusto popolare senza far sentire “la mano del regista” e che avevano un ottimo successo anche per questo. Nel caso specifico del testo teatrale di Giuseppe Adami, non fa altro che rendere cinematografico quello che si svolgeva a teatro grazie all’adattabilità dell’attrice, Dina Galli appunto, che si mangia il film. Lei è una salumiera che si è fatta un sacco di soldi grazie al negozio di qualità in centro a Milano (proprietaria di case e ville) ed ha una graziosa figlia adolescente che torna da due anni di studi in Svizzera. Torna accompagnata (e innamorata) da un baldo giovane, il quale è figlio di un conte snob e squattrinato. Quest’ultimo quando scopre che l’erede vuol sposare la figlia di una “bottegaia” si mette di traverso e vieta il matrimonio. Saranno i soldi e l’insistenza della Galli a fargli cambiare idea. Una volta sposati i due giovani, i quattro vanno ad abitare in una villa e qui il conte, borioso e contornato da insopportabili nobili altezzosi, spende e spande i soldi della… consuocera finché questa non si stufa e fa in modo che se ne vada assieme ai suoi… amici altolocati. Finirà con una riconciliazione in nome del piccolo nipotino appena nato. Una commediola senza pretese in cui la Galli fa il bello e il cattivo tempo mettendo sullo schermo la sua verace milanesità (non per nulla quando nel 1968 è stato tratto dal testo un film per la tv fu interpretato dall’erede più famosa della Galli, Franca Valeri) ben coadiuvata dall’altro marpione del palcoscenico e del cinema Armando Falconi nel ruolo del conte. Divertente nel film il gioco delle varie parlate regionali italiane, la milanese, appunto, la napoletana e la romagnola in altri interpreti. (voto 5/6) Nella grande bottega di proprietà della protagonista vi sono tanti prodotti ma nessuno con marche tranne… Cirio, evidentemente product placement del film.
STEFANO BARBACINI
Trama a cura della redazione di
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