Seleziona un film

Cast
  • Jean-Pierre Bacri
  • isabella carre
  • Kristin Scott Thomas
Produzione
  • Orange Studio

Cherchez Hortense (2012)

Regia

Pascal Bonitzer

Trama

Capita, a volte, di mettere in scaletta due film che poi si scoprono avere argomentazione simile e giungere a considerazioni parallele. Mi è successo con due film francesi, Le cose che verranno (2016) di Mia Hansen-Love (regista francese scoperta al cinema da Olivier Assayas come attrice poi diventata sua compagna di vita per un certo periodo e poi collega regista) e Cherchez Hortense (2012) di Pascal Bonitzer (un autore che ha trovato il suo posto tra quei professionisti francesi “di mezzo”, specializzato in commedie sentimentali e film sempre in bilico tra autorialità e cinema popolare). Nel primo film citato, una donna di cultura, la professoressa di filosofia e curatrice di una collana di testi filosofici Nathalie (Isabelle Huppert), giunta nel mezzo del cammin della propria vita, sposata con un altro luminare della letteratura, con due figli e una madre pazzerella da accudire a distanza, totalmente assorbita nell’insegnamento ai giovani, conduce un’esistenza quindi pacificata e senza grosse deviazioni dalla routine di madre, figlia e intellettuale. Un giorno si scopre che il marito si è trovato un’amante e se ne va di casa. I figli ormai grandi sono sempre più assorbiti dalle loro vite adulte e la madre muore. Si ritrova così completamente sola e con le sue abitudini stravolte. Riesce però a vedere questo come un’opportunità, la possibilità di condurre una vita veramente libera potendo fare ciò che vuole. Raggiunge un gruppo di giovani organizzato in mezzo alla natura da uno dei suoi migliori studenti. Un gruppo di giovani alternativi e impegnati contro il sistema. Nonostante l’empatia che prova per questi ragazzi, capisce che ormai quei tempi di speranze rivoluzionari per lei sono passati e, liberatasi anche dell’ultima cosa che la collegava al passato, il gatto nero ed obeso della madre che lascia ai giovani, torna a casa con una nuova consapevolezza, pronta a diventare nonna e vedere un futuro nonostante tutto nel nipotino. Parallelamente, nel secondo film, è un uomo di mezza età (Jean-Pierre Bacri) che viene lasciato dalla moglie e si ritrova a dover fare i conti con un cambiamento improvviso di vita. Lui troverà a sua volta una via d’uscita, una strada verso un futuro grazie all’incontro con una ragazza proveniente dai balcani per la quale si impegna a cercare di non farla cacciare dalla Francia perché ha perso lo status di rifugiata. Sono due film in qualche modo ottimisti che guardano alla perdita come opportunità, alla rottura dei legami come possibilità di guardare oltre l’abitudinarietà. Entrambi girati con economia di azione, in cui superficialmente si potrebbe dire che succede troppo poco, in realtà utili a far pensare, a condividere situazioni che potrebbero assomigliare a quelle di chiunque. Il primo (voto 6,5), più “arty”, si fa preferire soprattutto per la presenza dell’immensa Isabelle Huppert, ma anche il secondo (con il difetto di voler alleggerire troppo per essere più “commedia”) è interessante (voto 6). Product placement: nel film di Hansen-Love vengono citati Xanax e Haribo, Le Monde e Liberation, si vedono Marlboro, Renault e l’inconfondibile borsa Ikea. In quello di Bonitzer il locale Chez Casimir, ancora Le Monde e Gallimard.

STEFANO BARBACINI
 

Trama a cura della redazione di

TOP Brand:


Affila le armi del tuo Product Placement con

Come navigare questa sezione:

Per ogni film selezionato nella tendina verrà visualizzato il brand da noi giudicato più significativo.

Numero di film attualmente inseriti: 6503

Ultimi film inseriti:



Un progetto Dy's Group | © 2026 - Tutti i Diritti Riservati | Note Legali