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Cast
  • Rita Calderoni
  • Albertina Capuani
  • Tony Matera
Produzione
  • Fokus Cinematografica

Torino centrale del vizio (1979)

Regia

Renato Polselli

Trama

Quando dicevo che l’inizio della collaborazione con Bruno Vani portò un po’ di incertezza su come scindere i ruoli dei due tra regia e sceneggiatura, mi riferivo principalmente al film Torino centrale del vizio (1979), ufficialmente attribuito a Vani (anche sui titoli di testa) ma in realtà diretto da Renato Polselli: “Nello stesso anno di Casa dell’amore, ho diretto anche un altro sexploitation movie Torino centrale del vizio. E’ stato accreditato a Bruno Vani, ma ero io il vero uomo dietro la camera…” (*). Non che ce ne sia da vantarsene più di tanto perché registicamente è uno dei film meno interessanti dell’era exploitation di Polselli. Seppur costruito come Delirio caldo all’inizio, con la voce fuoricampo del protagonista Mirko (interpretato da Raul Martinez) che racconta il suo ossessivo amore per Helen (ritorno di Rita Calderoni come protagonista), amata da lui fin da bambina ma poi dispersa per il mondo fino ad un nuovo incontro dopo tanti anni (“non ho mai smesso di pensare a te, di cercarti”), costruzione che ricorda anche gli impianti filmici di Jess Franco negli anni dei thriller erotici con grande attenzione ai luoghi (nel caso di Polselli Torino e Roma) e lunghe scene di sesso ripetitive, poi diventa un thriller convenzionale e arraffazzonato in cui il regista non sperimenta più nulla, soltanto una buona attenzione al sonoro e alla musica (altra cosa che lo accomuna al regista spagnolo) e un pippone finale contro le classi politiche e ricche corrotte e assassine. Nel periodo in cui Helen se ne era andata via da lui durante l’adolescenza, la donna ha avuto esperienze da prostituta, lesbica, drogata, tutte cose che vuol far tastare con mano allo spasimante (“non basta che te le racconti, sarebbe troppo semplice per te perdonare, voglio che tu le veda coi tuoi occhi”) ripetendole davanti a lui… Però l’amore di lui è talmente grande che la convince a sposarlo lo stesso. Ma il passato ritorna e la donna viene ripresa dai malviventi che la sfruttano come portanome per traffici illeciti per salvare le apparenze a importanti uomini di potere… Polselli (Vani?) gira e monta in modo talmente rozzo da farlo sembrare una destrutturazione godardiana, ma è solo una stanchezza di idee e desiderio di finire il prima possibile, penso. “Trama incomprensibile per chiunque. Neppure ‘Delirium’ ci ha capito niente. (in realtà la trama pur brutta e con qualche salto logico è comprensibilissima ndr).” Scrive il Giusti che, sul suo Stracult, riporta anche uno stralcio di recensione di Aldo Viganò non certo positiva: “ammasso di pellicolaglia che vaga tra l’erotico e il ridicolo, col supporto di interpreti meno espressivi di un blocco di marmo”. (voto 5-) Se, visto il risicato budget, si fa fatica a parlare di Product placement per le brand (tipo i caschi Nolan e le moto Honda), ben più sospette sono le inquadrature che si soffermano decisamente su alcuni negozi di Torino e Roma come Ramello pellicce, Victoria e valigeria Roberto, probabile che qualche piccola somma da questi sia arrivata.

Trama a cura della redazione di

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