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Cast
- Tsumasaburo Bando
- Isamu Kosugi
- Tatsuo Saito
Produzione
Osho (1948)
Regia
Daisuke Ito
Trama
Chiudiamo la prima giornata di festival con la prima proiezione di un film del giapponese Daisuke Ito a cui pure è dedicata una personale, Ito è regista pochissimo conosciuto in Italia ma famoso nel suo paese natale. Il suo più grande successo Osho (1948) che, stranamente, non è un film storico di “cappa e spada”, il Jidai-geki, genere che lo ha reso famoso e di cui era maestro. Osho è infatti un film melodrammatico con una costruzione da film “sportivo” (ricorda la costruzione, meno pomposa, di Marty Supreme…). Infatti racconta la storia (dal 1906 al 1921) di un campione di scacchi giapponesi, il shogi. L’uomo ha una passione estrema per il gioco ed è disposto, per partecipare ai tornei, a sacrificare famiglia e salute. La moglie disperata per la loro vita in estrema povertà e per le follie del marito, vuole lasciarlo e lui sta diventando cieco. Aiutato da un medico che vorrebbe diventasse il primo maestro di shogi di Osaka, ritrova la vista e riesce a ricompattare la famiglia battendo anche il suo principale competitore. Alla fine però scoprirà che ci sono cose più importanti del vincere… dimostrando di avere “un’anima nobile in un corpo umile: esattamente il tipo di essere umano che Ito aveva sempre amato rappresentare” (Kaoru Mizoguchi sempre dal Catalogo del festival). Il film trascende in un melodrammatico finale difficile da digerire e anche la storia non è particolarmente originale, quello che sorprende è la capacità visiva del regista che riesce (pur girando tutto in studio) a ricreare i quartieri poveri della città in modo realista, ci delizia con carrellate azzardate, costruisce uno scontro tra il protagonista e la figlia come fosse un ring (letteralmente) con tanto di partner agli angoli (la madre e lo zio da una parte e dall’altra) e lo finisce con una notevole sequenza in cui il giocatore si guarda nello specchio e capisce chi è realmente. Psicologia senza tante parole, ai bravi basta la costruzione delle immagini. (voto 6+)
STEFANO BARBACINI
Trama a cura della redazione di
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