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Cast
  • Rose Byrne
  • Ty Simpkins
  • Patrick Wilson
Produzione
  • Screen Gems

Insidious: The Red Door (Insidious - La porta rossa) (2023)

Regia

Patrick Wilson

Trama

Giunti al quinto capitolo, mi ritrovo davanti a un bivio. O la sceneggiatura della saga di Insidious è maledetta e fra 20 anni sarà un cult che alimenterà leggende di ogni tipo, oppure gli sceneggiatori vogliono distruggere quello che viene fatto nel film precedente. Mi rifiuto di credere che esista una via di mezzo.
Insidious - La porta rossa ondeggia fra l’essere remake e reboot del primo capitolo. 9 anni dopo Insidious 2, ritroviamo una famiglia Lambert allo sbaraglio. Josh e Renai sono divorziati, Dalton è un diciottenne in piena fase artista maledetto e Lorraine è passata a miglior vita (spero per lei che non sia finita nell’Altrove). Josh sembra essere diventato il nemico pubblico per eccellenza. In particolare, il rapporto con Dalton è morto e sepolto. L’uomo prova a ristabilire un contatto accompagnando il figlio al college, ma i due finiscono per litigare e giocano a chi la spara più grossa. Opinione personale: Dalton vince a mani basse, motivo per cui tifavo per il demone. Josh va via in lacrime, mentre Dalton stringe amicizia con Chris (Sinclair Daniel). Per padre e figlio tornano le visioni di fantasmi e delle esperienze rimosse tramite ipnosi. Dalton va alla ricerca del proprio passato avventurandosi nell’Altrove, mentre Josh viene inseguito da un fantasma. Fortunatamente fa irruzione il Darth Maul satanico -ormai mascotte della saga- che prova a far fuori Dalton. Josh allora torna nell’Altrove e salva il figlio… Deja Vu? Assolutamente no, è lo stesso identico finale di Insidious 1. Insidious 5 ha il solito problema che si ripresenta in ogni capitolo (ad esclusione del terzo che era pessimo in ogni aspetto): visivamente carino, ma scritto con i piedi. Prima di tutto, qui abbiamo un errore strutturale non indifferente. Il film non è organico, dà continuamente la sensazione che le vicende di Dalton e Josh siano slegate fra di loro. Fondamentalmente si alternano senza alcun legame, per poi collimare nel finale. La parte di Dalton al college è totalmente insipida, potrebbe essere ridotta a disegni disturbanti e viaggi nell’Altrove per fare il guardone nelle camere degli altri (tra l’altro aspetto mai apparso nei film precedenti, ma ormai non ci faccio più caso). In più si fa riferimento diverse volte ad un misterioso incidente -che riguarderebbe anche il Josh universitario-, ma ovviamente viene perso strada facendo. Degna di nota, per modo di dire, la scopiazzatura a Stranger Things. Fra lucine di Natale, cali di corrente quando le due dimensioni si collegano e Altrove reso identico al nostro mondo, ma solamente un po’ più blu, i fan della serie dei Duffer Brothers si sentiranno chiamati in causa in più di un’occasione. La parte relativa a Josh è tutto sommato interessante. La ricerca delle proprie origini, il sospetto di schizofrenia, l’accettazione del passato confermano Josh come il personaggio più riuscito dell’intera saga. Lo stesso non si può dire degli altri, i quali -senza mezzi termini e chiedo scusa al mio editore- fanno a gara a chi sia più stronzo. Trofeo portato a casa senza sforzi da Renai, la quale abbandona Josh perché sempre più instabile mentalmente e per lo scontro avuto in Insidious 2. Peccato che sia lei stessa a dire <<hai tentato di uccidere la nostra famiglia […] Insomma sapevo che non eri tu>>. Della serie l’amore è eterno finché dura. Potrei andare avanti ad evidenziare problemi e incongruenze, ma il fulcro del discorso è sempre lo stesso. Insidious è una saga scritta grossolanamente, girata per creare i soliti jump-scare e sperare che qualche locandina applichi la scritta il film più terrificante dell’anno.
Però hanno incassato più di 700 milioni… quindi, penso proprio che abbiano ragione loro.
Product Placement: Apple (iPhone, non esplicito), Crayola (pastelli), Toyota (Land cruiser), Melodie (cappello), Vans (scarpe), TLC (t-shirt), Tic Tac (caramelle), Asics (scarpe), Trojan (profilattici Magnum Bareskin), Salomon, YouTube, Listerine (collutorio)

Trama a cura della redazione di

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