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Cast
- Gyorgy Cserhalmi
- Jozsef Madaras
- Dorottya Udvaros
Produzione
-
Magyar Televizio Muvelodési Foszerkesztoseg (MTV)
Kek Duna keringo (Il valzer del Danubio blu) (1992)
Regia
Miklos Jancso
Trama
Una specie di thriller (fanta)politico ma sottoforma di satira, è anche il successivo, Kek Duna keringo (Il valzer del Danubio blu-1992), titolo che riprende quello del valzer di Strauss che per tutto il film aleggia nella colonna sonora suonato da musicisti inseriti nel film. Scopriamo come è stato finanziato (e nel frattempo abbiamo un’interessante osservazione di Miklos Jancso) quando in un’intervista, contenuta nel book dedicato al regista dal Bergamo Film Meeting che, nel 2016, ha presentato una sua personale, l’intervistatore Ferenc Varga chiede se sia possibile fare film con valore artistico e che nello stesso tempo un successo commerciale: “Nei primi anni Novanta, un mio film (questo ndr) è stato finanziato da un ragazzo americano. L’ho conosciuto a Cambridge, ci siamo seduti in un bar per parlare. E’ venuto da noi un ragazzo per l’ordinazione e mi ha chiesto: <>. Aveva un accento strano, veniva da Tel-Aviv, dove aveva studiato i miei film. Allora il giovane americano mi ha detto: <>. Anche i film d’autore sono comunque realizzati per il pubblico.” Siamo ancora nel periodo post-caduta del muro e del comunismo e un nuovo governo si sta istallando. Sentiamo il Primo Ministro parlare di far spazzare via i vecchi comunisti e di aprire a nuovi finanziamenti verso il capitalismo per nuove costruzioni e investimenti. Il commento, tramite alcuni operai e giornalisti che interagiscono con il politico, da parte di Jancso sulla “nuova classe politica” ancora una volta non è… lusinghiero: “Purtroppo non è impossibile che l’intero paese diventi vittima di nevrotici e di psicopatici, il paese è diventato un’incursione dell’arrogante classe dirigente… Stiamo protestando contro lo spopolamento del paese. Avete visto con i vostri occhi le stranezze che stanno facendo. Quando si portarono via il macchinario (i nuovi finanziatori ndr), promisero di creare nuovi posti di lavoro. Invece li distruggeranno per creare nuovi edifici per uffici. Questo governo è incompetente. Il paese favorisce solo i ricchi. Non c’è lavoro e la disoccupazione è in aumento”. Poi le trame del film si sviluppano attorno al nipote del Primo Ministro (i due sono interpretati da due icone del cinema magiaro, Gyorgy Cserhalmi e Jozsef Madaras) che, amante della moglie dello zio, ne trama shakespearianamente l’omicidio. All’interno di un hotel sul Danubio il politico viene ucciso dalla moglie che cade in preda ad una crisi nervosa fino al suicidio. Ma le cose non si mettono bene per colui che ha ordito la trama perché le sue mire di ricchezza e potere politico vengono frustrate da un poliziotto che lo scopre. Ma, come è consuetudine negli ultimi film di Jancso, si scopre che né il Primo Ministro, né la moglie sono veramente morte e chi ci rimetterà sarà proprio lui, tradito anche dalla bella dottoressa che pareva tenergli corda… Il film è gemello, stilisticamente e per argomentazione, al precedente con i consueti lunghissimi piani sequenza e l’utilizzo di schermi un po’ ovunque che diventano veri e propri specchi di quello che succede “in scena” come sempre più frequentemente si assiste, oggi però, nel teatro moderno con gli attori che recitano ripresi direttamente da una videocamera che ne proietta le azioni su uno schermo. (voto 6+) Non vi è product placement.
STEFANO BARBACINI
Trama a cura della redazione di
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