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Cast
  • Isarco Ravaioli
  • Mirella Rossi
  • Eva Spadaro
Produzione
  • G.R.P. Cinematografica

Mania (1974)

Regia

Renato Polselli

Trama

Con il film successivo Polselli torna al giallo. Siamo nel 1974 (tengo a precisare che sto seguendo la filmografia come è su imdb perché non tutte le fonti danno gli stessi anni di produzione, probabilmente vi fu un po’ di confusione tra il 1972 e il 1974 con la distribuzione dei film e quindi si confonde quando sono stati girati e quando sono stati distribuiti i cinque film più tipici dello stile di Polselli) e il regista gira Mania l’ennesima storia tipica del giallo all’italiana in cui si cerca di far impazzire la donna protagonista facendola passare per visionaria. Come ne La verità secondo Satana la protagonista (Lisa interpretata da Eva Spadaro che ci risulta sia l’unico film a cui abbia preso parte, interpretazione basata su urla continue e poca recitazione…) è in qualche modo colpevole dell’omicidio del marito, uno scienziato pazzo che, scoperta la tresca della moglie con il fratello gemello, viene lasciato morire in un incendio del suo laboratorio. La storia del tradimento e della morte del marito viene raccontata all’inizio in flashback mentre Lisa, assieme al nuovo uomo della sua vita Lailo (Isarco Ravaioli al terzo dei quattro film interpretati per Polselli), sta guidano un’auto sportiva ed è già in preda a scompensi mentali, anche perché viene continuamente bloccata e sorpassata da un’altra auto… senza conducente! E’ questo probabilmente il momento migliore del film (una specie di Duel de noantri) con l’introduzione della voice over che parla di inconscio, confini della realtà, follia visionaria. Ormai con la psiche a pezzi per i sensi di colpa e la paura che il marito sia ancora vivo e riesca ad influire sulla sua vita, si reca con Lailo e la governante Katia (Ivana Giordan anche lei con poche apparizione nel cinema italiano anche se probabilmente lo avrebbe meritato di più se non altro per la presenza scenica e il fisico erotico) verso la villa dove tutto è successo per dimostrare alla donna che il marito è tutt’ora ben sepolto nella sua tomba (e in effetti un cadavere pieno di vermi purulenti si trova nella bara). Ma voi sapete che se vi sono due gemelli… Nella villa si trovano il gemello dello scienziato su una sedia a rotelle con mani e volto bruciati nell’incendio (era andato per aiutare il fratello) e un’inserviente sordo muta (Mirella Rossi, già vista in Rivelazioni… e decisamente la più interessante delle tre interpreti nel suo rapporto masochistico con i due uomini della villa). E come terzo incomodo il “fantasma” del morto che sembra vedere solo lei e che fa paurose apparizioni… Polselli fa quel che può con un budget decisamente risicato (che si risente in alcune scene spoglie e “buttate su” neanche fosse Ed Wood), ma non rinuncia a lampi visionari, ad effetti truculenti e al suo tipico montaggio ipnotico per evidenziare la mente ormai completamente a rotoli di Lisa. (voto 5,5) A parte la presenza di una Mercedes non vi è product placement.

(*) Articolo di Massimo F. Lavagnini su Renato Polselli con commenti ai suoi film del regista stesso su Draculina n.30 del 1997.

STEFANO BARBACINI

Trama a cura della redazione di

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