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Cast
  • Agathe De Chassey
  • Catherine Ferran
  • Alexandre Zloto
Produzione
  • Cinea

Petits arrangements avec les morts (1994)

Regia

Pascale Ferran

Trama

L’esordio di Pascale Ferran fu con Petits arrangements avec les morts (1994). Audierne, un porto di pescatori. Specialità sardine e crostacei. Un’ampia spiaggia e sole. Qui si costruiscono castelli di sabbia, sogni effimeri che un’ondata di marea può spazzare via in un lampo. L’azione si svolge un pomeriggio estivo e il costruttore è Vincent di cui diremo. Attorno a lui agiscono tre personaggi che la regista e cosceneggiatrice decide di ergere a protagonisti dedicando loro un capitolo a testa. Il primo riguarda un bambino sedicente instabile e rabbioso che convive con la morte del migliore amico, evento che ne condizione l’irrequietezza. Il secondo e il terzo riguardano due componenti della famiglia di Vincent. La famiglia è composta da quattro fratelli e sorelle anch’essi condizionati da una morte, quella nel passato di una loro sorellina. Il secondo capitolo centra il focus su François che ai tempi era ancora un bambino e che ora, trentenne, fatica ad avere relazioni affettive, si rinchiude a studiare insetti morti (la morte come si è capito è argomento fondamentale di questo film “falsamente” solare tra spiaggia e mare) e accusa Vincent, di non esser mai stato in grado di dargli quel supporto che un fratello maggiore dovrebbe invece dare. Infine il terzo capitolo è incentrato su Zaza, la maggiore dei fratelli, un’infermiera che per tutta la vita è stata costretta ad “essere forte”, a sopperire alle mancanze dei genitori che dopo la morte della loro figlioletta si sono chiusi nel loro dolore. Una donna che per aiutare i fratellini ha sacrificato amori e felicità. Ora è una donna di mezza età piena di complessi e nevrosi. I capitoli iniziano con un orologio che segna il tempo al contrario e riporta sempre a quel giorno su quella spiaggia. Il gioco sul tempo, sul passato, è il nerbo di questo film. Nel capitolo del bimbo, personaggio che ha poco passato ma ha quel macigno dell’amico venuto a mancare, si parte da una sua marachella per tornare alla genesi di questa, da una sua fantasia (esplora una casa in abbandono come fosse un tempio leggendario) e alla genesi di questa, in un continuo spostarsi avanti e indietro nel tempo. Nell’episodio di François vi è invece l’inserimento di continui flashback che illustrano la vita dei quattro fratelli quando erano bambini con al centro, ovviamente, la morte della sorellina. Nell’episodio di Zaza invece il passato, la memoria ha ormai sovrastato completamente la donna che vediamo chiedere, in spiaggia, continuamente l’ora nel suo dormiveglia che la riporta sempre a ciò che è stato e a ciò che poteva essere… Film interessante per come riesce a dare, con pochi flash del loro vissuto il senso (o la mancanza dello stesso) della vita dei tre (ma sarebbe potuto continuare con altri personaggi ad infinitum) diventando un film intimo e mai invadente. Lascia allo spettatore un senso di vuoto, di tristezza e contemporaneamente un invito ad un’autoanalisi. (voto 6+) Principalmente Marlboro nel product placement del film ma anche racchette Head, una Twingo, Kerastase Paris, un orologio Toyo, Coca cola e Selection Rallye.

Trama a cura della redazione di

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