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Cast
  • Ichimaru Ichikawa
  • Chiyoko Kinoshita
  • Denjiro Okochi
Produzione
  • Nikkatsu

Chuji tabi nikki (1927)

Regia

Daisuke Ito

Trama

E di Daisuke Ito abbiamo visto uno dei pochi film muti da lui diretti salvatisi dalla distruzione. Chuji tabi nikki (trad. Diario dei viaggi di Chuji, 1927), film che è considerato uno dei più importanti film mai prodotti nel cinema giapponese dai critici nazionali. Purtroppo si è salvato solo il 50% della saga che, divisa in tre parti, arrivava a durare 4 ore. Ne abbiamo visto due di queste quattro e, nonostante non si abbia purtroppo tutto il quadro complessivo (manca tutta la prima parte e quindi come Kunisada Chuji, realmente esistito nella prima parte dell’800, diventa una specie di Robin Hood locale che aiuta i poveri rubando ai ricchi) e praticamente ne seguiamo solo la fuga dalle guardie, il suo cambio d’identità nascondendosi come lavoratore in una fabbrica di enormi botti (che diventano scenografia spettacolare per molte scene del film), come riesce a crescere un bambino, a resistere alla corte della giovane figlia del padrone della fabbrica (che lo tradirà a causa di un fraintendimento), come si ammali e resti praticamente paralizzato, come viene difeso dalla sua vecchia banda e come, infine, verrà catturato e giustiziato. Girato con una modernità sorprendente che inserisce Ito tra i migliori autori che hanno fatto grande il periodo del muto, appena prima che arrivasse il sonoro che cambierà radicalmente il modo di intendere il cinema (un nome per tutti Mauritz Stiller). Grazie al Festival del cinema Ritrovato di Bologna abbiamo potuto assistere ad una splendida copia restaurata e “colorizzata” con viraggi d’epoca, e soprattutto godere dell’esperienza dell’arte dei benshi. In pratica nelle proiezioni dei film durante il periodo del cinema muto, in Giappone “l’esperienza della proiezione era organizzata attorno a un narratore dal vivo che dava voce ai singoli personaggi, commentava lazione e fungeva da mediatore tra il film e il suo pubblico in tempo reale” (dal catalogo). In soldoni il film non era più muto ma… parlato grazie a questi narratori che interpretavano i dialoghi, e così è stato al cinema Mastroianni della Cineteca grazie al “benshi” Ichiro Kataoka dal vivo. (voto 6/7)

Trama a cura della redazione di

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