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Cast
  • Ice-T
  • Peter Greene
  • Mickey Rourke
Produzione
  • Noel Ashman Entertainment

3 days rising (2026)

Regia

Craig Cukrowski

Trama

3 days rising, ispirato a La caduta della casa degli Usher di Edgar Allan Poe, segna il debutto sul grande schermo del regista Craig Cukrowski.
 
Ted Usher (Peter Greene, Pulp fiction) vive isolato nella grande villa di famiglia. Attraverso una serie di contorti flashback scopriamo che ha chiesto alla sorella Cher (Kelly Monrow, American crime story) di raggiungerlo e che i due abbiano avuto una colluttazione. Intanto il fratello Rick (Vincent Young, Beverly Hills 90210) si mette sulle tracce della sorella, certo che Ted l’abbia uccisa. Parallelamente, la polizia indaga su un omicidio avvenuto nei pressi della villa e Ted è il principale indiziato. A complicare ulteriormente la già precaria situazione, ci pensano due losche figure (Mickey Rourke, The wrestler; Ice T, Law & Order: Unità speciale) che si aggirano intorno alla casa e minano la precaria psiche di Ted.
Cukrowski inscena una semplice storia di rapimenti e omicidi attraverso la delirante mente del protagonista Ted. Ne nasce un puzzle tanto intrigante quanto complesso, in cui le dinamiche dei personaggi iniziano a delinearsi solamente verso metà film. Da quel momento inizia il lento e inesorabile processo di autodistruzione di Ted.
La forza di 3 days rising risiede proprio nella -purtroppo parziale- anarchia narrativa. Cukrowski si disinteressa delle standardizzate unità spazio-tempo e descrive lo scorrimento di tre giorni mentali e non fisici. La frammentata narrazione, resa fisica anche dalla progressiva distruzione della villa, è certamente il perno su cui si basa la pellicola. Tuttavia, risulta esserne anche il principale difetto. Non perché eccessivamente criptica, ma, al contrario, nel terzo atto ritrova una linearità che poco si addice al nucleo della pellicola. La sensazione trasmessa è che Cukrowski abbia voluto in un certo senso frenare nelle ultime curve e fornire allo spettatore tutte le risposte alle domande sorte in precedenza. L’opera quindi si contraddice. Le premesse di 3 days rising non erano quelle di fornire la soluzione al mistero intorno a casa Usher, ma seguire il progressivo delirio di Ted. È quindi legittimo, se non doveroso, abbandonare ogni velleità di unità drammaturgica per affidarsi all’incongruenza dell’immagine. Cukrowski sceglie invece la via del fantastico per consegnarci una spiegazione razionale che sa di tappabuchi al delirio mentale che stava apparecchiando prima, ma che non ha voluto portare a compimento. Soluzione che personalmente ho trovato tanto pigra (classico clichè dell’immaginario horror) quanto pavida perché facilmente edibile dal grande pubblico.
Facendo un paragone, 3 days rising si ritrova in un limbo fra il rifiuto totale della narrazione di Eraserhead (David Lynch, 1977) e la ricerca di una verità/concretezza narrativa dispersa nel dedalo della follia di Spider (David Cronenberg, 2002). Purtroppo, questa incertezza d’identità rende il film molto meno potente di quello che era il suo potenziale. Opinione personale, non aiuta minimamente il continuo riferimento allo Shining di Kubrick come espediente narrativo. Carina la citazione all’Overlook (zona in cui è ambientato il film), ma evitabilissima la foto finale ambientata nel Missouri di metà ‘800 con tutti i personaggi per cementificare ulteriormente il lato razionale del film.
 
Dal punto di vista tecnico, Cukrowski fa un ottimo lavoro. Attori diretti ottimamente, in particolar modo Peter Greene alla cui memoria è dedicato il film. La regia filtra spesso e volentieri con angolazioni ardite e gioca con il fuoco della camera. La fotografia è croce e delizia. Se da un lato sceglie colori sempre decisi e uniformi che restituiscono bene il progressivo laceramento della mente di Ted, dall’altro lato l’uso iniziale dell’inflazionato verde in stile saghe di Saw/The ring toglie un po’ di originalità alle immagini.
 
In conclusione, Cukrowski fa certamente un debutto convincente. La volontà di offrire un prodotto che non rompa subito tutti gli schemi è comprensibile, ma mi aspetto un lavoro futuro molto più audace alla luce del talento mostrato in 3 days rising.
 
Product Placement: QFX, American legend, IPhone (non esplicito), Chevrolet, Lexus (citato)

Trama a cura della redazione di

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